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germana napolitano(2)

Psicologa

Esperta in 

Psicologia Positiva 

Valutazione e Riabilitazione Neurocognitiva

Gestione Risorse Umane

 

Iscritta all'Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi - Puglia  n. 8199

P.IVA IT05174660752

 

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Consapevolezza: il pilastro dell'unicità

2021-04-24 13:35

Germana

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Consapevolezza: il pilastro dell'unicità

Tempo di lettura 3 min.Per riuscire a comunicare la propria unicità è importante acquisire piena consapevolezza di sè stessi. Ecco come fare...

 

 

 

 

 

 

Tempo di lettura 3 min.

 

Abraham Maslow diceva “Sapere ciò che vogliamo non è la norma. E’ una conquista psicologica rara e difficile”.

 

Quando si inizia un percorso di Personal Branding la prima cosa  sulla quale ci si deve interrogare è il “perché” decidiamo di farlo, quali sono i reali obiettivi che vogliamo raggiungere, quali le motivazioni che alimentano il progetto.

Le risposte a queste domande derivano dalla consapevolezza intesa, non come un semplice essere informati, bensì una cognizione profonda che permette all’individuo di creare relazioni armoniche e di valore tra tutte le componenti e di costruire un proprio sapere identitario.

 

E’ questo sapere identitario che guida l’azione e che ci permette di prendere delle decisioni , di fare delle scelte e di delineare i nostri percorsi.

Mi piace immaginarlo come “un respiro profondo”: quando chiudiamo gli occhi, inspiriamo, espiriamo e ci sentiamo appagati e sicuri, pronti a procedere.

Questo tipo di consapevolezza è la guida sicura in

un percorso di  Personal Branding: non serve solo sapere come fare determinate cose, come utilizzare gli strumenti, quali sono i trend del momento. Il Personal Branding si nutre dell’unicità e questa deriva dalla consapevolezza di sé stessi.

 

Per iniziare a pensare in termini di consapevolezza è possibile individuare delle macro-sfere che definiscono aspetti differenti della nostra realtà:

1.   Sfera identitaria: i nostri valori, i nostri obiettivi di vita, le nostre ambizioni.

2.   Sferarelazionale e sociale: come ci collochiamo all’interno della rete sociale in cui siamo attori (famiglia, Parrocchia, amicizie….). Siamo un punto di riferimento? Siamo una figura leader?

3.   Sfera professionale: a che punto ci troviamo nel nostro percorso di carriera.

4.   Sfera delle risorse e degli strumenti: di cosa già disponiamo e/o di cosa abbiamo bisogno dal punto di vista materiale per raggiungere un determinato obiettivo o avviare un progetto;

5.   Sfera delle conoscenze/competenze: quali sono le conoscenze tecniche e teoriche e quali le competenze che già ho acquisito e quali, invece, quelle da migliorare o acquisire.

 

Queste sfere possono essere arrichite ed ampliate per avere un quadrò più chiaro e completo.

Maturare il proprio sentire identitario implica però, un altro sforzo: lavorare alla propria consapevolezza di sé sulla time line della vita ed interrogarsi su passato, presente e futuro:

 

-       Chi ero: qual è la mia storia? Qual è stato il mio percorso? Quali i miei errori e quali i miei successi?

-       Chi sono: oggi chi sono diventato? Qual è la mia identità?

-       Chi voglio essere: chi sarò domani? Per quali obiettivi sto lavorando nel mio presente?

 

Ogni sfera può dialogare con le altre e deve essere investigata con cura ed attenzione e, soprattutto, con grande sincerità. Nel bene o nel male siamo innamorati di noi stessi: ci piacciono i nostri lati positivi e siamo affezionati a quelli negativi perché sono le ancore a cui ci aggrappiamo quando non vogliamo uscire dalla nostra zona di comfort e ci giustifichiamo con noi stessi e con gli altri.

Guardarsi allo specchio e raccontarsi come stanno veramente le cose, senza veli, senza condizionamenti è difficile, a tratti doloroso, ma è il primo passo fondamentale verso l’autenticità e l’unicità.

 

E voi, quanto siete consapevoli di voi stessi?

 

Foto di cottonbro da Pexels